martedì 14 luglio 2009

Tradizioni in mostra


f/64 Progetto Fotografia
in collaborazione con Associazione Culturale "La Dispensa" e ARTEMU Studio di Comunicazione
presentano
L'AGLIOLA DI CARESI
mostra fotografica di
GIANNI PETTA
Caresi 19 luglio 2009
"Impressioni di un luogo e di un tempo remoto, una completa immersione sacrale nella natura e in un tempo incontaminato. L’agliòla, coronamento di un intero anno di lavoro nei campi, segno della raggiunta sicurezza alimentare.
Immagini veritiere ricche di quelle valenze simboliche e mitiche che appartengono alla cultura gallurese ormai quasi cancellata dal turismo smeraldino.
Immagini per capire un tempo che non c’è più, fotografie che esaltano una dimensione antropologica, per certi versi poetica, sicuramente emozionale e profonda a cui segue una riflessione sui valori del rapporto uomo-natura."

Fausto Ligios presidente f/64 Progetto Fotografia



sopra: locandina mostra

mercoledì 8 luglio 2009

Luglio in mostra

Con la bella stagione iniziano le mostre fotografiche. Anche l'f/64 non è da meno nonostante il periodo di crisi che sta stritolando un pò tutti, mondo della fotografia in primis anche se che lo è, purtrtoppo, ormai da anni.





Dunque, partiamo con qualche appuntamento: aprirà le danze Fausto Ligios (http://www.faustoligios.it/) a Sassari dal 17 luglio al 12 agosto con "Nel buio...", un progetto fotografico legato al mondo della musica. E' una mostra nata dalla collaborazione fra f/64 e Mastros de Lughe, associazione di fotografia di Sassari anch'essa paladina, passatemi il termine, della fotografia in Sardegna. 22 immagini di grande formato in bianco e nero dove l'obiettivo cambia spesso angolazione per descrivere i luoghi dove le note risuonano. Oggetti isolati dal loro contesto esprimono l’assenza o la presenza del musicista, disegnano paesaggi di ottone e di legno, di corde e metallo luccicante filtrati dal bianco e nero. Nei prossimi giorni pubblicheremo nel dettaglio tutte le info in questione.



Per il 19 luglio, ormai un appuntamento fisso, Gianni Petta (http://www.giannipetta.net/) esporrà in occasione dell'Agliola -l'antica trebbiatura del grano- il suo progetto fotografico legato proprio a questa tradizione locale. A Caresi, località vicina a Santa Teresa Gallura, è ormai da diversi anni che si rievoca questo tradizionale appuntamento con degustazione dei prodotti tipici, animazione e appunto, la mostra fotografica di Petta che, da diverso tempo, si occupa di documentare con le sue fotografie un'antica tradizione rispolverata soprattutto per incentivare il turismo in Gallura.


Per agosto c'è molta carne al fuoco, ma per il mometo accontentatevi di questo assaggino.


Sempre siano le buone intenzioni.









sopra: Assolo (c) Fausto Ligios

martedì 23 giugno 2009

Kodachrome bye bye


E’ risaputo che anche le cose più belle finiscono. La fotografia sta cambiando, e questo è normale e fisiologico. Si va avanti, cercando però sempre di non dimenticare il passato, perché le radici sono importanti. Ed ecco la notizia: Eastman Kodak Company ha annunciato che entro fine anno ritirerà dal commercio la pellicola a colori KODACHROME, concludendo così il ciclo di vita di un’icona fotografica lungo 74 anni. Le vendite sono cadute a picco (oggi kodachrome rappresenta solo l’uno per cento delle vendite totali di Kodak nel settore delle pellicole).Che dire, siamo tutti un po’ più tristi anche perché il ricordo non può non andare alle grandi fotografie scattate con questa pellicola. Come non ricordare la una giovane afgana dagli occhi verdi di Steve McCurry, il fotografo del colore, che catturò il cuore di milioni di persone in tutto il mondo quando apparve indimenticabile sulla copertina del National Geographic Magazine nel 1985.
Come tributo alla pellicola in questione, Kodak ne donerà gli ultimi rullini al George Eastman House International Museum of Photography and Film di Rochester, N.Y., che detiene la collezione più grande al mondo di fotocamere e artefatti correlati. McCurry farà delle foto con uno di questi ultimi rullini e le immagini saranno donate alla Eastman House.Per salutare la storia di questa pellicola, Kodak ha creato una galleria di immagini famose, inclusa la ragazza afgana e altre foto di McCurry; il tutto disponibile sul sito: www.kodak.com/go/kodachrometribute

sabato 6 giugno 2009

Piccoli fotografi crescono


Anche quest'anno l'f/64 ha partecipato alla quarta edizione di "Caccia alla nuvola", manifestazione pensata e organizzata dalla Lega Navale Italiana sezione di Santa Teresa Gallura. "Caccia alla nuvola" è un concorso fotografico che ha come tema proprio le nuvole. Dopo alcune lezioni tenute in classe da esperti del settore, i ragazzi della prima media di Santa Teresa, armati di una macchinetta usa e getta, in un tempo prestabilito, devono dare la caccia alle nuvole di una certa importanza e immortalarle su pellicola. Una giuria di esperti giudicherà tutti i lavori premiando chi riesce a trovare la nube più caratteristica o rara o che presenta delle particolarità metereologiche importanti.

Esiste anche una categoria denominata "Foto artistica" e gestita dall'associazione, dove a vincere sono, questa volta, le foto tecnicamente più belle, dove insomma prevale più l'estetica che l'importanza della nuvola.

Quest'anno nella categoria "Foto artistica" hanno prevalso, per ben due volte, Virgina Occhioni (primo e terzo premio ex aequo), Gianbattsita Fiornovelli (secondo premio), Riccardo Demuro (terzo premio ex aequo).


Sempre sia il futuro.



sopra: i vincitori della categoria "Foto artistica" 2009 con il presidente di f/64 (foto © Vega Marras)

venerdì 5 giugno 2009

Il mezzo e il messaggio (2)


Smanettando su You Tube ho trovato questo interessante video su Gianni Berengo Gardin (consiglio TUTTI di scaricarlo http://www.youtube.com/watch?v=fJpaH5js3Ns).

Tra le tante cose interessanti il maestro se la prende un pò con il digitale e con una ben nota casa produttrice di fotocamere (CANON ndr). Per vendere più apparecchi questa ha infatti coniato lo slogan "Non pensare, scatta!" che per Berengo Gardin è assolutamente folle.

Appoggio la mozione.

Aggiungerei che anche "Giochiamo!", sempre della stessa casa produttrice, non è male...

Scartabellando nei miei vecchi appunti di Storia della fotografia, qualche giorno fa, mi è saltata agli occhi una vecchia pubblicità della Kodak che diceva: "You push the button, we do the rest", ovvero "Voi premete il bottone, noi facciamo il resto".

Ciò che mi stupisce è che questo slogan fu coniato da George Eastman nel 1888 per presentare al mondo la prima fotocamera facile da usare per il mercato di grande consumo. Compiendo questa impresa, Eastman rese semplice e accessibile a tutti un processo complesso e difficile da gestire.

Trovarono anche una parola per esprimere tutto questo, snapshot, quello che in italiano chiamiamo istantanea e che in inglese significava lo sparo alla cieca che il cacciatore fa quando durante la battuta sente un movimento tra gli alberi, punta e spara senza mirare davvero.

Ma allora cos’è cambiato?





Sempre sia l'incertezza che ti pone degli interrogativi





sopra: vecchia pubblicità della Kodak

martedì 2 giugno 2009

Il mezzo e il messaggio


Ancora una volta, speriamo diventi un’abitudine, dedichiamo un po’ di spazio ad una notizia che ci riguarda da vicino e che ci rende veramente felici.
Dario Apostoli, fotografo e membro dell’associazione f/64, ha dato sfogo alla sua creatività e versatilità d’artista questa volta non producendo un reportage fotografico ma utilizzando ormai il mezzo che più di tutti, negli ultimi anni, è entrato prepotentemente nella nostra vita: il telefono cellulare. E’ lo ha fatto molto bene, visto che una sua opera risulta fra le 15 finaliste della quinta edizione del prestigioso Pocket Film Festival (Centro Pompidou, 11-14 giugno 2009), manifestazione internazionale organizzata dal Forum des Images di Parigi e dedicata appunto ai cellulari.

Un connubio che potrebbe sembrare inusuale quello fra telefonino e creatività che però, in questo caso, ha prodotto “Notturno”, questo il titolo dell’opera, che superando una dura selezione a livello mondiale è riuscito a piazzarsi in finale nella categoria “Sperimentale” come UNICO concorrente italiano. Già, UNICO italiano. Ora c’è solo da aspettare il 14 giugno.
Ancora una volta una testimonianza del fatto che, se hai capacità e qualcosa dentro, il mezzo, ovvero lo strumento che si utilizza per esprimersi è solo un mero accessorio.

Sempre sia la creatività.



sopra: logo del Pocket Film Festival

giovedì 14 maggio 2009

Quanto possiamo photoshoppare?


Da qualche settimana nel mondo della fotografia di reportage non si parla altro che della ormai famosa vicenda del reporter danese Klavs Bo Christensen e del suo altrettanto famoso lavoro su Haiti, escluso dal concorso Danish Photographer of the Year 2009 per “eccesso di Photoshop”.
In effetti il buon Christensen ha avuto un po’ la mano pesante, e che rimanga tra noi, secondo me lo ha fatto perché le foto originali erano un po’ scarse…;)
Il succo del discorso però è il seguente: quanto è lecito intervenire nella “alterazione” (attenzione, non manipolazione) della realtà con l’uso massiccio del famoso programma di Adobe?Personalmente non sono un patito di Photoshop. Uso una versione vecchissima e mi basta. L’alterazione, ma anche la manipolazione, in fotografia esiste da molto tempo. Non spariamo subito sul digitale perché mostri sacri come Eugene Smith e Ansel Adams, solo per citarne un paio, usavano dei bei trucchetti in camera oscura per migliorare le proprie immagini ancora prima che il digitale fosse nelle menti di chi lo ha concepito.
Sono convinto che la fotografia sia un mezzo espressivo fantastico, anche nel fotogiornalismo dove, in teoria, e sottolineo in teoria, si dovrebbe essere più oggettivi possibili.
Nel mio lavoro ho sempre cercato un linguaggio mi personale che raccontasse delle storie “vere”, con una forza espressiva ed “evocativa” che rendesse ancora più incisiva la realtà raccontata. Non ho mai sostituito o tolto niente, ma ammetto di aver usato livelli e maschere di contrasto. Mi sento sotto accusa? No, assolutamente, penso di non aver mai cambiato il senso della realtà che mi si è posta davanti.
Penso che la risposta stia nel buonsenso. E’ lecito l’utilizzo di Photoshop nella misura in cui tale alterazione non provochi una reazione spontanea di disapprovazione anche agli occhi dell’osservatore. Tengo a sottolineare il termine alterazione (dei colori) e non manipolazione della foto, qui chiaramente non esiste dibattito, sono contrario alla manipolazione, e come me credo lo siano tutti quelli che rispettano e cercano di fare questo lavoro con passione e lealtà. Sono convinto che il limite oltre il quale non è più lecito andare sia dentro di noi, anche se a volte parlare di etica del fotogiornalista è difficile. Ma questo è un altro discorso.

Sempre sia la buona fotografia.

Fausto Ligios

sopra foto: una delle immagini incriminate nelle due versioni (fonte http://www.pressefotografforbundet.dk/ © Klavs Bo Christensen)